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Mamma Marmotta aveva tre piccoli. Li aveva allevati con tanta cura ed essi erano cresciuti buoni ed ubbidienti, tranne Birì, l'ultimo nato che, qualche volta, non ascoltava i saggi consigli della sua mamma. Quando i piccoli furono abbastanza grandi, mamma Marmotta li chiamò attorno a se e disse loro: - Ormai siete cresciuti ed è giusto che abbiate una casa tutta per voi! Scavate quindi una buca profonda, una lunga e spaziosa galleria ed abbiate cura di fare una porta all'inizio ed un'altra alla fine della galleria per poter fuggire in caso di pericolo. - A me non servono due porte! - disse Biri - Dopotutto sono una piccola marmotta ed una porta è sufficiente per me! L'uccellino Cipì, che era appollaiato su un albero vicino, lo ammonì prontamente: - Avere due porte - gli disse - è molto importante, perchè se qualche malintenzionato entra da una porta tu puoi benissimo uscire dall'altra ed allontanarti sano e salvo! Ma la giovane marmotta non gli diede nemmeno ascolto. Per prima cosa scavò il suolo con le sue unghiette appuntite mentre Pic, uno scoiattolo suo amico, con una piccola paletta buttava lontano la terra rimossa. Quando la buca fu abbastanza profonda, la giovane marmotta, con l'aiuto di un coniglietto selvatico, segò delle piante per costruire i mobili. Quando ebbe finito, si guardò attorno: era molto orgoglioso della sua tana ma era anche così stanco che decise di sdraiarsi un pochino al sole. Proprio in quel momento passò di là il signor Ghiro. Dormidò, cosi si chiamava il ghiro, viveva in quel bosco da tanto tempo ed era considerato, molto saggio da tutte le bestiole. - Buongiorno! - lo salutò Birì. - Buongiorno! - rispose il ghiro, e poi aggiunse - È molto graziosa la tua tana e sarà un rifugio molto sicuro quando avrai costruito le due porte. - Ne farò solo una - rispose Birì - ma sara bellissima! Il giorno seguente, Birì cominciò a costruire la porta della sua tana e la dipinse di rosso usando come vernice il succo delle fragole. - È tanto graziosa - si disse - ma vorrei che fosse ancora più bella. Detto fatto, piantò ai lati della porta un piccolo stelo di fiori giallo-oro ed un magnifico arboscello di cardo viola. Di lì a poco sopraggiunse l'orsetto Dubo. - Ti piace la mia porta? - gli chiese Birì. - È molto graziosa - rispose l'orsetto - ma ho sentito dire che le tane delle marmotte hanno sempre due porte. - A me ne basta una! - rispose Birì prontamente - Sono giovane e veloce e, in caso di pericolo, farò sempre in tempo a fuggire. L'orsetto Dubo scosse la testa poco convinto e riprese il suo cammino. Birì si sdraiò tra il ramoscello di cardo e quello dai boccioli giallo-oro e sospirò con profonda soddisfazione! Tutto ad un tratto udì un abbaiare furioso! Si rizzò sulle zampette e vide un grosso cane molto arrabbiato, che correva verso di lui! Con un balzo Birì aprì la porta della sua tana e si rifugiò nel soggiorno. Intanto il grosso cane si era avvicinato e, ad un tratto, la piccola marmotta sentì che stava per buttar giu la sua bella porta! Povero Birì! Aveva fatto molto male a non costruire un'altra porta come gli aveva consigliato la sua mamma. La piccola marmotta, tremando di paura, mise il suo piccolo muso bruno tra le zampe. Solo in quel momento capiva perchè era così importante avere due porte! All'improvviso, quando ormai tutto sembrava perduto, vide crollare una parete della tana e, quasi per miracolo, apparve il vecchio Riccio che, intuito il pericolo, aveva precipitosamente scavato una galleria per salvare il piccolo ed inesperto Birì. La marmotta seguì il Riccio fuori dalla tana e vide un cacciatore col suo cane che si allontanavano. Solo in quel momento Biri osò guardarsi attorno. La bella porta della sua tana era rovinata: il cane l'aveva distrutta; il ramoscello dai fiori giallo-oro ed il grazioso cardo erano stati calpestati. Un uccellino, che dal suo nido aveva assistito alla scena, volò per il bosco raccontando agli altri animaletti la brutta avventura di Birì. Tutte le bestiole, allora, corsero verso la tana della piccola marmotta. - Avresti dovuto dar retta alla tua mamma! - disse subito lo scoiattolo, che era arrivato per primo. - Ricordati le mie parole, piccolo Birì - lo ammonì il saggio Ghiro Dormidò - bisogna ascoltare i consigli di chi è più vecchio di te! - Sono molto pentito - singhiozzò la marmottina. - Non piangere Biri! - esclamò una giovane coniglietta - Se vuoi ti aiutero a ricostruire la tua tana. - Ti aiuteremo tutti! - dissero in coro le bestiole. Il giorno seguente, mamma Marmotta andò a far visita al suo piccolo e vide che Birì aveva fatto due porte: una, molto graziosa, per entrare, ed un'altra, molto semplice, per fuggire in caso di pericolo. Mamma Marmotta lodò il suo piccolo e Birì, felice più che mai, incominciò a cantare una canzoncina mentre gli uccellini lo accompagnavano col loro cinguettio: e la mia tana da oggi ha due porte! Sono una piccola, felice marmotta e non desidero niente di più!
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