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Tobia

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Conoscete la storia di Tobia? No?! Ebbene, desidero raccotarvela.
C'era una volta una piccola tartaruga che viveva in un grande bosco.
Sulla schiena aveva un guscio così pesante che le impediva di muoversi agilmentee, proprio a causa di questa sua lentezza, era stata soprannominata Tobia.
Tobia invidiava molto gli agili animaletti del bosco e gli spiaceva non poter giocare con loro.
Un giorno, mentre sognava di fare corse e capriole, si sentì diventare ad un tratto leggero, leggero!
Immaginate la sua meraviglia quando, girando la testina si accorse che... il suo guscio era scomparso!
Con precauzione accennò un passo di danza, poi un altro un po' piu veloce, infine si mise a correre e saltare, spaventando le farfalle e gli uccellini che non erano abituati a volare così velocemente.
Ben presto, però, i raggi del sole le scaldarono la schiena che cominciò a scottare.
- Bisogna che mi procuri qualcosa per ripararmi dai colpi di sole! - pensò Tobia - Ah, ho trovato! Andrò da Passero Tessitore. È un abile sarto e forse potrà confezionarmi un abito!
Detto e fatto, si incamminò per il bosco saltellando allegramente e salutando tutti gli animaletti che incontrava.
Passero Tessitore era intento al suo lavoro ma, quando arrivò Tobia, sollevò gli occhi e lo guardò con stupore al di sopra degli occhiali: non aveva mai visto una tartaruga senza guscio!
- Sei una bestiola veramente strana! - esclamò - Come ti chiami? Che specie di animale sei?
- Sono Tobia, la tartaruga, ed ho perduto il mio guscio! In verità ti dirò che sono molto felice di averlo perduto però... ti dispiacerebbe confezionarmi un vestito a fiori e... una parrucca?
- Lo farò molto volentieri! - disse Passero Tessitore - Sono il migliore sarto del bosco e le mie parrucche sono apprezzate da tutti gli animaletti!
Tobia diede le sue misure e andò a giocare al sole, mentre il sarto si metteva al lavoro.
Passero Tessitore si destreggiò così bene con forbici e ago che, al ritorno, Tobia trovò il suo vestito a fiori gia pronto e lo indossò immediatamente guardandosi allo specchio.
- Non sono forse elegante? - chiese sorridendo.
- Magnifico! - approvò il sarto molto soddisfatto.
Dopo aver ringraziato di tutto cuore il buon Passero Tessitore, Tobia ripartì con passo agile.
Trotterellando sotto gli alberi, si sentiva leggero più che mai... come se volasse!
La vecchia signora Marmotta, vedendo una tartaruga con un vestito a fiori, scoppiò a ridere e lo stesso fecero i suoi piccoli. Ma la tartaruga non si curò di loro e continuò il suo cammino.
Poco dopo giunse in una radura e scorse la signora Pettirosso tutta indaffarata a raccogliere ciliege.
- Come sta, signora Pettirosso? Lei è sempre affaccendata! Come stanno i suoi piccoli?
L'uccello si fermò stupito, guardando quello strano animale con gli occhi spalancati. Poi, visibilmente imbarazzato, disse:
- Scusami, ma ho l'impressione di non conoscerti! Posso giurare che è la prima volta che ti vedo!
- Ma signora Pettirosso, sono io, Tobia! Non vi ricordate di quella povera tartaruga che portava la sua casina sul dorso?
- Oh, ma guarda un po'! - intervenne lo scoiattolo Pic dalla sua tana - Ma perchè, dunque, hai abbandonato una casa così solida? Sarebbe durata tanto quanto te, non è come il mio nido che bisogna ricostruire ogni anno! E che fatica per ricostruirlo! Giorni e giorni ad ammucchiare paglia, foglie e crine e, quando il nido è pronto, bisogna rifornirlo di cibo per l'inverno! Ah! Non puoi davvero immaginare quanto devo faticare per costruirmi una casa, mentre tu ne avevi una comoda e solida. Ricordati le mie parole: un giorno rimpiangerai il tuo guscio!
Tobia non gli diede ascolto; si rimise in cammino e, poco dopo, giunse ai bordi di una palude.
Da lì scorse nonno Rana seduto su di una larga foglia di ninfea.
- Oilà, nonno! - lo chiamò.
L'interpellato guardò con occhi stupiti lo strano animale che indossava quell'abito a fiori, poi brontolò:
- Chiunque tu sia, buongiorno!
- Non vedi che sono Tobia? - disse sorridendo il nostro amico - Mi sono semplicemente liberato della mia vecchia casa!
- Ah, e così dunque - gracidò la rana - Ho sentito dire di alcuni animali che sono diventati lenti come tartarughe, ma non ho mai sentito parlare di una tartaruga trasformata in podista.
Sentendo queste parole, persino i pesci si sporsero dall'acqua e incominciarono a deridere il nostro amico.
Trascorsero alcuni mesi e Tobia incominciò a sentire la mancanza di una solida casetta.
Decise allora di chiedere ospitalità a qualche animaletto suo amico.
Detto fatto si diresse verso la tana del Riccio e bussò alla porta. Poco dopo il Riccio si affacciò arrabbiatissimo:
- Come osi disturbarmi mentre dormo! - gridò - Ritorna nel tuo guscio! - e chiuse la porta.
Tremando di freddo e di paura, la povera bestiola riuscì a scavare una buca e vi si riparò.
Il vento ululava forte e Tobia si chiese cosa mai avrebbe fatto quando sarebbe nevicato.
Mentre pensava così scorse Micione, il grosso gatto, che si avvicinava silenziosamente.
Tobia era così spaventato che non aveva nemmeno la forza di muoversi!
- Se avessi ancora il mio guscio potrei... - ma non ebbe il tempo di pensare ad altro perchè Micione gli fu addosso in un baleno, spalancò la bocca e... Tobia si risvegliò!
Si, bambini cari, era stato soltanto un brutto sogno ma era servito a far capire al nostro Tobia che ciascuno deve accontentarsi di quello che ha!
Intanto aveva incominciato a nevicare e Tobia si ritirò felice nel suo solido e comodo guscio in attesa della primavera.
 

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Aggiornato il: 23-05-04.

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